Voucher Doppia Transizione 2026: come usarlo per finanziare un progetto di intelligenza artificiale
Se stai valutando un progetto AI in azienda e il budget è il primo ostacolo, c'è un contributo pubblico che vale la pena conoscere prima di scrivere l'ultimo preventivo. Si chiama Bando Voucher Doppia Transizione 2026 e lo gestiscono le Camere di Commercio, ognuna a modo suo. Qui vediamo cosa è, quanto può valere, chi può chiederlo e cosa serve per fare domanda.
Cos'è il Bando Voucher Doppia Transizione 2026
È la prima edizione nazionale di un bando promosso da Unioncamere attraverso i Punti Impresa Digitale, gli sportelli delle Camere di Commercio dedicati alla trasformazione digitale delle imprese. Dall'8 luglio 2026 è aperta la piattaforma nazionale ReStart di InfoCamere, ma serve solo per precompilare la domanda.
Il bando vero e proprio lo pubblica ogni Camera di Commercio per la propria provincia, e decide da sé importo massimo, percentuale di copertura, date di apertura e chiusura e quanti fondi mettere a disposizione. Non esiste un bando unico uguale per tutta Italia: quello della tua Camera può essere molto diverso da quello della provincia accanto.
Le domande si valutano a sportello, in ordine di arrivo, fino a esaurimento dei fondi stanziati. Non è una graduatoria a fine anno: chi manda la domanda prima, quando i fondi ci sono ancora, ha più probabilità di ottenerli.
Quanto vale, e perché varia da Camera a Camera
Alcuni bandi territoriali già pubblicati per il 2026 danno un'idea dell'ordine di grandezza, ma sono esempi, non una promessa di quello che troverai nella tua provincia:
- Modena: fino a 7.000 €, al 50% della spesa, con spesa minima di 3.000 €.
- Sassari: fino a 10.000 €, al 70% della spesa, dotazione complessiva di 100.000 €, domande fino al 21 settembre 2026.
- Caserta: fino a 6.000 € per le imprese con sede legale in provincia, fino a 3.000 € per chi ha solo una sede operativa, al 60% della spesa, domande dall'8 luglio al 9 settembre 2026.
- Bologna: dotazione di 600.000 €, domande dal 10 al 17 settembre 2026.
Al 27 luglio 2026 diverse Camere non hanno ancora pubblicato il proprio bando: chi si trova in una di quelle province deve aspettare, senza sapere ancora importo, percentuale e date. Vale la pena guardare come sono andate le edizioni precedenti. Il Voucher Transizione Digitale 2025 della Camera di Commercio di Napoli copriva fino al 70% della spesa, con un tetto di 15.000 € e 900.000 € a disposizione, e ha chiuso il 13 ottobre 2025 per esaurimento dei fondi, in anticipo sulla scadenza. Su una procedura a sportello la data scritta sul bando è un limite massimo, non la scadenza vera.
Cosa si può finanziare
Le spese ammissibili riguardano le tecnologie abilitanti, tra cui l'intelligenza artificiale è nominata esplicitamente, oltre alla consulenza specialistica e alla formazione del personale. Il testo esatto delle voci ammesse cambia da bando a bando: prima di mettere una cifra in un preventivo va sempre controllato il bando della Camera competente.
Chi può fare domanda
I requisiti che tornano nei bandi verificati sono questi:
- Impresa micro, piccola o media, iscritta al Registro delle Imprese.
- Sede nella circoscrizione della Camera di Commercio a cui si presenta la domanda.
- Impresa in regola con il pagamento del diritto annuale.
- Impresa in regola con il DURC, il documento unico di regolarità contributiva.
Cosa serve dal fornitore, senza elenchi né accreditamenti
Un punto che genera spesso confusione: non esiste un elenco di fornitori accreditati a cui iscriversi prima di poter lavorare dentro un voucher. L'impresa sceglie liberamente il fornitore sul mercato. Quello che serve è un'autocertificazione firmata dal fornitore e allegata al preventivo, in alcuni bandi indicata come Modulo C, con cui dichiara di rientrare nelle categorie di spesa ammesse per la consulenza e la formazione. Alcune Camere chiedono in più, per i fornitori che non rientrano in una categoria specifica, di autocertificare almeno tre lavori svolti per clienti diversi nell'ultimo triennio, con firma digitale. Per i beni, come licenze software o hardware, di norma bastano fattura e preventivo regolari.
Cosa serve per candidarsi: la lista pratica
- Verificare se la propria Camera di Commercio ha già pubblicato il bando 2026, e con quali importi, percentuale e date.
- Registrarsi sulla piattaforma ReStart di InfoCamere per precompilare la domanda.
- Avere un preventivo dettagliato del progetto, con le voci di spesa distinte (consulenza, formazione, licenze).
- Ottenere dal fornitore l'autocertificazione da allegare al preventivo.
- Controllare di essere in regola con diritto annuale e DURC prima di presentare domanda.
- Presentare la domanda il prima possibile dopo l'apertura dello sportello: i fondi si esauriscono in ordine di arrivo.
Cosa fare adesso
Il contributo è a sportello e nessuno lo garantisce: si presenta domanda e i fondi possono finire prima della scadenza. Conviene quindi arrivare pronti. Sapere già quale processo si vuole automatizzare, avere un preventivo dettagliato e un fornitore disposto a firmare l'autocertificazione richiede qualche settimana, e sono settimane che si possono spendere adesso. Il giorno in cui lo sportello apre resta solo da premere invio. Come funziona il meccanismo lo abbiamo raccontato per esteso nella pagina dedicata ai voucher delle Camere di Commercio.
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